Proteggere la fertilità del suolo è diventata una necessità di primaria importanza

Erosione dei suoli, scarsità di sostanza organica, perdita dello strato fertile, perdita di produttività dei terreni e conseguente aumento degli input colturali sono alcune delle problematiche più diffuse e discusse oggi in agricoltura. Più in generale si parla di: perdita di biodiversità, riduzione impatto di interventi umani sull’ecosistema, riconversione aree alterate. La protezione del suolo con una copertura vegetale che non viene raccolta, contribuisce a risolvere gran parte dei problemi sopra citati soprattutto se viene associata a tecniche di agricoltura conservativa.

1) I benefici immediati sono rappresentati sia dal blocco dell’erosione (gli effetti dell’impatto della pioggia e del vento vengono ridotti dal 50%
al 90%), sia dal contenimento delle infestanti (con l’impiego di specie a rapido sviluppo o per effetto allelopatico si inibisce lo sviluppo delle infestanti
e la loro moltiplicazione).

2) La coltura di copertura blocca il dilavamento dell’azoto e può recuperare gli elementi minerali negli strati più profondi. Un’efficiente Cover Crop può ridurre la perdita di azoto per più dell’80%. In questo caso si usa chiamarla anche Catch Crop, o coltura trappola, perché assorbe gli elementi nutritivi che verranno lentamente ceduti alla coltura successiva.

3) Una Cover Crop che viene terminata con il sovescio, ha la possibilità di apportare azoto organico in quantità anche notevoli (superiori ai 150 kg/ha con un erbaio di veccia), grazie all’azoto-fissazione delle leguminose.

4) La pratica poliennale della cover crop porta all’aumento della sostanza organica nel tempo che è l’elemento base per l’incremento della fertilità.
L’aumento del carbonio organico significa inoltre sequestro e stoccaggio di CO2 sottratta all’atmosfera (0.2-0.7 t/ha per anno).

5) L’aumento di sostanza organica migliora la struttura del suolo. La porosità generata dagli apparati radicali aumenta l’infiltrazione dell’acqua negli strati profondi, la ritenzione idrica e allo stesso tempo permette una buona capillarità a beneficio delle piante coltivate. Aumenta inoltre la circolazione
dell’aria negli strati superficiali.

6) Allo stesso modo viene incrementata l’attività biologica del terreno, vale a dire la presenza di invertebrati e microorganismi. In un terreno sterile o con scarsa attività dei micro-organismi, c’è ampio spazio per i patogeni che diventano sempre più aggressivi. L’alta biodiversità presente in un terreno fertile incrementa la resilienza del terreno, ovvero la capacità di reagire ad influenze e disturbi esterni e ripristinare l’equilibrio iniziale.

Un altro tema importante è quello del ripristino ambientale. Gli interventi sul territorio come opere pubbliche, cave, nuovi impianti arborei ecc., vanno ad alterare il naturale equilibrio del suolo e possono accentuare problemi di tipo idrogeologico di un intero territorio. L’inerbimento di queste aree è essenziale e deve essere attuato con specie botaniche adatte a questo scopo.
Una novità importante riguarda l’impiego di specie selvatiche diversificate, ancora poco comune in Italia. Queste permettono di creare un prato con una superiore valenza ecologica in favore di biodiversità e insetti utili, garantendo inoltre un migliore effetto in termini di rusticità e durata. La presenza di diverse fioriture va a migliorare il paesaggio, cosa da non sottovalutare in zone o aziende legate al turismo.